venerdì 5 giugno 2015

tappa nr.11


In viaggio per Santiago De Compostela – 11 – Il ritorno
venerdì 10 settembre 2010
Da Miño (A Coruña, Galicia) a Hospital de Orbigo 281 km
Sereno, 15 gradi
Camping Don Suero de Quiñones (lo stesso della tappa 9)

+ sabato 11 settembre 2010 (sosta)
  

E' finita la prima parte del viaggio, quella che aveva come obbiettivo Santiago de Compostela.
Adesso inizia un tragitto che in poche tappe attraverserà la Spagna da nord a sud dove intendiamo fermarci alcuni giorni.
Fermandoci una seconda volta ad Astorga abbiamo guardato con più attenzione la città.
Da qualsiasi parte vai trovi sempre la stessa scritta: Mantecadas.
Vendita di mantecadas, fabbrica de mantecadas, mantecadas di qui, mantecadas di là.. ma cosa sono questi mantecadas?
Trovando la scritta in tutti i negozi di souvenir, nei supermercati e nelle pasticcerie, abbiamo appurato che si doveva trattare di un dolce, e ne abbiamo comperato una confezione, per provare.
In effetti si tratta di una specie di magdalaine con sopra dello zucchero a velo, e la cosa non ci ha entusiasmato.
Un'altra scritta ricorrente, ma questa volta nei ristoranti, è il Caldo Gallego y Maragato. Una descrizione dettagliata la si trova nella vetrina di un ristorante, che ci illustra come il piatto tipico è composto da una zuppa simile ad un passato (cavolo, patate e polpo), poi un piatto composto da 10 tipi diversi di carne, delle verdure e un dolce. Gallego significa "della Galizia", invece Maragato significa "della popolazione di Astorga-Leòn""
Un'altra scritta ricorrente è “se aquila”, ovvero affittasi. Forse per causa della crisi, o perchè qui è una pratica diffusa, ma sta di fatto che la scritta campeggia su balconi, negozi, uffici, officine, ecc..

Verso le 19 sentiamo dei botti tipo fuochi artificiali, ma non si vede nulla. Chiediamo ad una negoziante, e ci spiega che “qualcuno si sposa”. Infatti dopo un po' arrivano due coppie di sposi per le foto di rito all'ingresso del palazzo del Gaudì (vedi foto del palazzo alla tappa 9bis).

A proposito di negozianti: l'orario più diffuso è mattino 10-14,30 e pomeriggio 17-19,30.

i "mantecadas"

 Il polpo Maregato

giovedì 4 giugno 2015

tappa 10 - secondo giorno


n viaggio per Santiago De Compostela - 10bis
giovedì 9 settembre 2010
Miño (A Coruña, Galicia)
oggi andata e ritorno a Santiago de Compostela
Sereno, 10 gradi alla partenza, 18 nel pomeriggio

Santiago de Compostela.
La città prende il nome dall'apostolo Giacomo (San-Tiago), al quale si aggiunge “Campus Stellae” cioè Compostela. Dice la leggenda medievale che una notte in quel luogo ci fu una pioggia di stelle, e religiosi imposero quindi il nome dell'evento in latino.

La parte antica, con la cattedrale, è posta su di una collinetta al centro della città. I pellegrini raggiungono “L'officina del pelegrino” per farsi dare la Compostela. Ovvero il foglio che attesta che il pellegrino ha fatto il percorso ed ha raggiunto la città di Santiago.
La cattedrale è imponente, ma non è ben tenuta. Il giallo che si vede è un ammuffimento delle pareti.

Nella chiesa due volte al giorno viene celebrata la messa del pellegrino, una a mezzogiorno e una alle 6 del pomeriggio.
In queste due funzioni, al termine della messa, si impartisce la benedizione, e poi si attiva il “Botafumeiro”. Si tratta di in incensiere alto un metro e appeso al soffitto con una lunga fune, che viene riempito e poi lanciato in modo da percorrere per largo e per lungo la cattedrale, spargendo i fumi di incenso in modo suggestivo sulla testa dei pellegrini. In realtà nei tempi passati serviva a coprire il fetore che comportava la presenza contemporanea di centinaia di pellegrini che da tempo immemore non si lavavano, e che appena arrivati si precipitavano nella cattedrale per la messa che costituiva il top del viaggio. 

Molti proseguivano ancora, dopo Santiago, fino alla punta estrema della terra sulla costa atlantica, là dove finisce la terra, che proprio per questo si chiama Finisterre.
Per i celti iberici che abitavano la spagna prima dell'avvento del cristianesimo, Finisterre era il punto in cui le anime si staccavano per andare verso l'aldilà.

Adesso una considerazione personale.
Da fotografo mi soffermo su un fatto oggettivo: le scarpe.
Il percorso si può fare a piedi, in bicicletta o a cavallo, e scarto quest'ultimo perchè lungo il tracciato non ne ho incontrato nessuno.
Chi ha fatto il percorso a piedi arriva a Santiago con gli scarponi o le scarpe da trekking, impolverate e consunte. Alcuni appena in città si liberano delle scarpe e approfittando della giornata di sole inforcano i sandali, liberando i piedi.
Quelli che hanno affrontato il percorso in bicicletta hanno le scarpe dalla suola rigida, diversamente non potevano fare il percorso sulle montagne.
Mi è quindi bastato fermarmi sui gradini della chiesa e guardare i passanti per riconoscere chi era veramente pellegrino, chi barava, e chi era semplicemente un turista.


 Qui vediamo tre pellegrini, lei che si è liberata degli scarponi, quello con il cappello che ha le scarpe tecniche e il ragazzo dietro con gli scarponcini.

 
Quasi tutti arrivati all'obbiettivo telefonano per segnalare che ce l'hanno fatta!






Uno dei riti che si ripetono è la foto di gruppo. In questo caso si tratta di un gruppo di pellegrini spagnoli che si fanno fotografare distesi a terra, come distrutti dalla fatica, e con gli scarponi ben in vista.
Un questuante con barboncino, vestito da pellegrino.

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Di norma i pellegrini ritornano a casa in treno o in aereo, e per agevolare i ciclisti esistono degli uffici spedizioni attrezzati apposta per imballare e spedire le biciclette.

Per me inizia la seconda parte del viaggio, quella prettamente turistica. Infatti non farò il percorso dell'andata, ma scenderò nel sud della Spagna.



tappa nr.10 - primo giorno


In viaggio per Santiago De Compostela 
mercoledì 8 settembre 2010
Da Hospital de Orbigo (Leon) a Miño (A Coruña, Galicia) 281 km
Piove a tratti,alla partenza 10 gradi, 16 all'arrivo
Camping Perbes – Piazzole piccolissime, difficoltà per parcheggiare, totale mancanza di acqua calda ai lavandini, c'è solo alle docce.

Alla partenza dal camping una piccola sorpresa, l'arcobaleno alle 7,15 del mattino lo prendiamo come un segno di buon auspicio per il viaggio, che in effetti scorre senza problemi.

L'oceano atlantico mi lascia sempre perplesso, sconcertato. Forse perchè manca di quel riferimento fisso che è la spiaggia così come la conosciamo noi. Qui l'acqua a causa delle maree si mangia la spiaggia due volte al giorno, o se preferite scopre la spiaggia due volte al giorno.
La baia che c'è qui non è particolarmente bella, e il paese di Perbes dà più l'idea del triste che non di un paese di mare a settembre.
Il campeggio chiude a fine settembre perchè qui d'inverno tira un forte vento che rende inabitabili le caravan, e per di più è molto piovoso. Già adesso il livello di umidità non scherza, se dimenticate fuori steso un asciugamano alla sera, al mattino lo trovate bagnato completo. Ma tant'è, questa è solo una base per Santiago di compostela.

dal web: Perbes e il camping



 

 

mercoledì 3 giugno 2015

tappa nr. 9 - terzo giorno

martedì 7 settembre 2010
Hospital de Orbigo (Leon)
Variabile, al mattino 10 gradi, 16 nel pomeriggio
Camping Don Suero de Quiñones
Il percorso di oggi prevede il breve tratto Hospital de Orbigo - Astorga

Astorga è una delle città più belle e conosciute del cammino, sede del potere ecclesiale locale, al punto che il vescovo si è fatto costruire il palazzo nientemeno che dal celebre architetto catalano Gaudì.
In effetti che non si tratti di un palazzo qualsiasi lo si vede subito, ha una architettura inconfondibile, sembra un castello, e non si direbbe che è di fine ottocento. Vale un approfondimento.
Verso la fine del 1886, un incendio distrusse completamente il Palazzo Vescovile di Astorga. La città non aveva un architetto diocesano, e allora Mons. Grau decise di contattare il suo amico Gaudí per costruire una nuova sede vescovile vicino alla cattedrale.
Quando a Gaudí fu commissionato il lavoro, nel 1887, stava ancora finendo con Palau Güell e non ebbe abbastanza tempo per recarsi in Astorga per sorvegliare il lavoro. Pertanto, chiese che Mons. Grau gli mandasse fotografie e informazioni dei dintorni, in modo che potesse preparare un progetto che si integrasse bene con l'architettura circostante. Dopo varie modifiche, il progetto fu stato approvato nel 1889. Gaudí decise di utilizzare muratori e operai catalani per fare in modo che durante i periodi in cui era a Barcellona, le sue idee fossero interpretate correttamente.

nelle foto: il palazzo del Gaudì, una panoramica di Astorga, l'ingresso al museo, un pellegrino atipico perché troppo affardellato, la cattedrale di Astorga.






tappa nr. 9 - secondo giorno

In viaggio per Santiago De Compostela - secondo giorno
martedì 7 settembre 2010
Hospital de Orbigo (Leon)
Variabile, al mattino 10 gradi, 16 nel pomeriggio
Camping Don Suero de Quiñones

Non è la prima volta che troviamo la scritta Hospital de...
In effetti nel medio evo era facile ammalarsi, e il pellegrinaggio sovente finiva male, motivo per cui sul percorso erano sorti diversi ospedali gestiti dai religiosi. Questo paese, sorto sulla riva del rio Orbigo, si vantava di uno di questi ospedali.
Il rio è poco più di un rigagnolo, ma evidentemente nella grama stagione deve far paura perchè i romani lo dotarono di un ponte a più arcate. Anche questo ponte è arrivato intatto fino ai giorni nostri.
Il percorso di oggi prevede il tratto Leòn-Hospital de Orbigo

In un post precedente ho accennato alla povertà del pellegrinaggio.
Quando ci rechiamo nelle chiese o nei santuari italiani, chi la fa da padrone sono le sontuosità, il lusso, gli ori, la statue e i dipinti. Non da meno gli hotel, le trattorie, le locande e quant’altro. L’anno scorso ho letto di un B&B sulla via francigena, ovvero la via che dal nord della francia portava i pellegrini in quel di Roma, che proponeva una sosta ai pellegrini per 45 euro a notte.
Il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela é tutt’altro affare. In questo percorso tutto é a misura dell’antico spirito del pellegrinaggio. Il turista/pellegrino non é visto come un pollo da spennare, ma come una persona alla ricerca di una spiritualità interiore. Tutto il percorso “francese”, e parlo solo di quello perché gli altri non li ho fatti, é disseminato di dormitori attrezzati come minimo di servizi igienici, docce e lavabo per gli indumenti. Non so se la tariffa sia imposta, ma quelli che ho visto erano tutti a 6 euro/notte. Qualcuno ha anche delle macchine da lavare a gettoni, altri propongono bar, ristoranti, ecc… Nel percorso tra Burgos e Leon, la parte assolata, gli abitanti lasciano delle bottiglie d’acqua fuori dalla porta, per chi ne ha bisogno.
Quello che accomuna i pellegrini é anche lo scambiarsi idee e informazioni. Grandi sforzi per capirsi in una babele di lingue, ma sempre con un arrivederci.
Anche l’abbigliamento é uno standard. Scarpe usate, indumenti facilmente lavabili, bastone, zaino, mantella per la pioggia, cappello, bottiglia d’acqua. Il minimo indispensabile e che pesi il meno possibile: 800km da fare a piedi chiedono 20-40 giorni di cammino, senza ricambi e senza aiuti. Niente pullman, auto, treni, ecc… solo i piedi e, per chi lo sceglie come mezzo di trasporto, la bicicletta, moderna versione del cavallo. Ma per quest’ultimi attenzione, nei tratti di montagna la bici va spinta a mano.. oppure bisogna allungare il percorso.
Il “Camino” é percorso in tutti i periodi dell’anno, anche in pieno inverno. Ovviamente l’estate fa la parte del leone, per il clima e perché le ferie sono in quel periodo.








tappa nr.9 - primo giorno

primo giorno : lunedì 6 settembre 2010
Da Sahagun (Leon) a Hospital de Orbigo (Leon) 90km
Piove a tratti, la temperatura si è abbassata, intorno ai 15 gradi
Camping Don Suero de Quiñones – Piazzole adeguate, servizi puliti, acqua calda libera.

Decidiamo di visitare Leòn, una delle più grandi città sul percorso.
Leon si è rivelata una piccola delusione, mi aspettavo una città come Burgos, e invece non vale una foto oltre alla cattedrale.
Il tempo non è da meno, pioviggina, sembra farlo apposta.
Ne approfittiamo per una pausa e i rifornimenti al supermercato; Carrefour è dappertutto, e troviamo anche il caffè italiano.
la cattedrale - foto dal web


Tappa nr. 8


In viaggio per Santiago De Compostela
domenica 5 settembre 2010
Da Castrojeriz (Castilla) a Sahagun (Leon)
Sereno, 28 gradi.
Camping Comunal Pedro Ponce. Da dimenticare, sporco. Il vetro della reception è talmente untuoso che la ragazza fa fatica a leggerci attraverso, per registrare la targa della macchina.
Tappa intermedia del cammino, sempre nell'altopiano delle mesetas a 850 metri di altitudine. Pianura assolata, il paese di Domenica sembra ancora più addormentato degli altri, ma poi ci siamo incuriositi per due ragazze in costume che uscivano dalla città, le abbiamo seguite. Siamo arrivati così ad una festa campestre, “la festa delle rose” in cui le donne devono mettersi un fiore tra i capelli.
Il ballo assomiglia molto al flamenco, ma con i movimenti lenti e figurati.
“El burgo Ranero” (Il borgo delle rane?) e il timbro della credenziale.